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Lug
04

Borghi in Campania: Furore

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furore (*)

FURORE - Il paese che non c'è

 

Fondata dai Romani, deve alla conformazione geologica del sito l’inattaccabilità del proprio territorio. Furore era un casale della Regia città di Amalfi. Il suo nome, verosimilmente, gli doveva derivare dal fiordo della sua Marina.

Furore è stato, per la sua particolare conformazione fisico-geografica, una roccaforte inattaccabile anche al tempo delle incursioni saracene. Emerse dal completo anonimato con la compilazione del catasto carolino del 1752 che restituisce l’immagine di una piccola comunità costiera sparsa sul territorio, priva di terreni coltivabili e scarsamente abitata.

Il Fiordo di Furore, ha rappresentato un porto naturale, nel quale si svolsero fiorenti traffici e si svilupparono le più antiche forme di attività industriali: cartiere, mulini alimentati dalle acque del ruscello Schiatro che scendeva dai Monti Lattari.

Risalgono infatti al XVII sec. le strutture proto-industriali annesse all’antico borgo marinaro e da poco recuperate.

Il vallone di Furore (o "Fiordo") è una profonda fenditura nella roccia e può essere considerato certamente uno degli elementi predominanti che segnano la struttura del paesaggio costiero. Le rocce a strapiombo, la vegetazione che s'aggrappa nelle fenditure delle pareti, i gruppi di case ricavate nel suolo, il rumore delle onde che si infrangono sulla costa, il colore profondo del mare hanno reso il fiordo un episodio naturale ed antropico unico di grande suggestione.

Edifici storici di pregio possono essere considerati, nel vallone interno del borgo, i due mulini e le due fabbriche di carta, interessanti esempi di archeologia industriale che utilizzavano la forza motrice dell’acqua. Accanto a quest’area si trovano i monazzeni dei pescatori, vecchi depositi di attrezzi. Il borgo dei pescatori dopo una lunga decadenza è ora completamente restaurato.

Altrettanto singolari sono gli oltre cento “muri d’autore”, murales e sculture che fanno di Furore un “paese dipinto” che si racconta anche in questo modo.

Le uniche altre emergenze architettoniche sono le quattro chiese di San Giacomo, Sant’Elia, San Michele e Santa Maria, con i cupolini maiolicati dei loro campanili e gli affreschi recentemente venuti alla luce.

L'Ecomuseo

Ecomuseo del Fiordo di Furore nasce per valorizzare e recuperare alcuni insediamenti preindustriali del XVIII secolo (fabbriche della carta e della cartiere e i vecchi mulini) ed è strutturato in diverse sezioni:

- Aula Verde - Erbario con l’esposizione delle essenze vegetali più preziose dell’area;

- Aula Celeste – mini Osservatorio Astronomico;

- Centro Visite guidate con una serie di percorsi botanici attrezzati;

- Sala Convegni per meetings, seminari, incontri;

- Buvette con bottega per la vendita di prodotti artigianali ed enogastronomici;

- Foresteria per l’alloggio di partecipanti a campi di lavoro, stages ecc.;

- una piccola Biblioteca – Cineteca;

- un mini Museo dedicato ad Anna Magnani e collocato in una piccola struttura localmente denominata “Monazzeno” appartenuta all’attrice e che la frequentò per un breve periodo ( 1946 – 48 ) con Roberto Rossellini;

- una Cappella rupestre dedicata a Santa Caterina d’Alessandria, patrona dei mugnai;

- tre Mulini e due Cartiere restaurate e trasformate in musei di se stessi.

 

Agenda Tecnica segala: la Costiera Amalfitana per la sua bellezza naturalistica e paesaggistica,è stata riconosciuta dall'UNESCO, patrimonio dell'umanità.

 

furore Scorcio

(*) Foto in alto: fiordo di Furore

BorgoFurore Le architetture tipiche del borgo

 

Murales

FuroreMurales furoreMurales

 

Per ogni informazione utile: http://www.comune.furore.sa.it/

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