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Nov
15

Opportunità: manifestazione d'interesse ingegneria collaborativa

Autore // Administrator

scep

OPPORTUNITA' professionali:

Manifestazione di interesse per progetto messa in sicurezza di edifici in aree sismiche.

SCEP – SEISMIC COLLABORATIVE ENGINEERING PLATFORM è il progetto rivolto a tutti i professionisti che intendono far parte di gruppi di lavoro per la messa in sicurezza degli edifici presenti nelle aree ad alta e media sismicità, incentivata dalle recenti misure varate del Governo.

 

Il progetto SCEP, nato da un'idea della TECNOLAV Engineering e la sua collegata TE.x, intende mettere a punto un’offerta di Servizi di Ingegneria Sismica Collaborativa che risponda, con prestazioni di alta qualità, con modalità innovative, economicamente congrue e in tempi rapidi, alla domanda di messa in sicurezza degli edifici presenti nelle aree ad alta e media sismicità, incentivata dalle recenti misure varate del Governo.

Si possono individuare 5 possibili linee di offerta:

· Servizi per privati (case unifamiliari, condomini, alberghi) per la classificazione del rischio sismico e per il consolidamento sismico di edifici residenziali (riparazione, miglioramento, adeguamento);

· Servizi per privati per la classificazione del rischio sismico e per il consolidamento di strutture destinate ad attività produttive;

· Servizi per il pubblico per la classificazione del rischio sismico e per il consolidamento di edifici con funzioni pubbliche essenziali (scuole, ospedali, municipi…);

· Servizi per il pubblico per la classificazione del rischio sismico e per il consolidamento di chiese, beni artistici e monumenti;

· Servizi di mappatura del rischio sismico in aggregati edilizi in muratura (centri storici).

Nel dettaglio:

Consolidamento di edifici residenziali

Consolidamento di strutture destinate ad attività produttive

Consolidamento di edifici con funzioni pubbliche essenziali

Consolidamento di chiese, beni artistici e monumenti

Mappatura del rischio sismico in aggregati edilizi in muratura (centri storici)

 

Al fine di creare una organizzazione di supporto per l’offerta di servizi di ingegneria applicata alla classificazione del rischio sismico e al consolidamento delle costruzioni esistenti in aree a media e alta sismicità, Tecnolav

CHIEDE

Di manifestare il proprio interesse alla partecipazione al progetto:

SCEP – SEISMIC COLLABORATIVE ENGINEERING PLATFORM

All'esito delle Manifstazioni d'interesse pervenute, saranno individuati gruppi di lavoro (per aree geografiche) sul territorio nazionale, che opereranno in base alle Linee Guida del progetto SCEP.


PER MANIFESTARE L’INTERESSE

CLICCARE QUI

 

L'iscrizione alla Community consente di essere aggiornati sull'evoluzione dell'iniziativa e su novità ad essa relative, oltre che partecipare al forum di discussione.

 

Qualche approfondimento:

Rischio sismico e patrimonio edilizio.

Le aree ad elevata Pericolosità sismica sono circa il 44% della superficie nazionale (131 mila kmq) e interessano il 36% dei comuni (2.893). In queste aree vivono 21,8 milioni di persone (36% della popolazione), e si trovano circa 5,5 milioni di edifici tra residenziali e non residenziali.

La Pericolosità è amplificata dalla elevata Vulnerabilità del patrimonio edilizio. Oltre il 60% degli edifici è stato costruito prima del 1971, quindi prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica per nuove costruzioni (1974).

Le tipologie costruttive vanno dall’edificio monumentale costruito diversi secoli or sono, a costruzioni storiche anch’esse di qualche secolo, che costituiscono nuclei di vita attivi, spesso di richiamo turistico, con residenze e piccole attività, a costruzioni più recenti in muratura o in cemento armato.

Gran parte del patrimonio edilizio nelle zone sismiche (circa il 60%) è costituito da edifici in muratura, spesso disposti in aggregati continui, poco resistenti alle forze generate dal sisma per la cattiva qualità dei materiali leganti, l’inadeguatezza dei vincoli tra le pareti ortogonali, l’insufficiente rigidezza dei solai e il cattivo collegamento con le pareti, la presenza di tetti spingenti.

Per decenni si è discusso degli strumenti normativi e legislativi per mettere in sicurezza il patrimonio edilizio a rischio sismico. Solo ora con le Linee Guida stabilite dal DM 65/2017 e le agevolazioni fiscali collegate (Sismabonus) sembra avviarsi un percorso per la riqualificazione e la messa in sicurezza sismica del patrimonio immobiliare nazionale: per la prima volta si può attuare, su larga scala e senza graduatorie di accesso ai benefici, un’azione volontaria, con forti incentivi statali, di prevenzione sismica sugli edifici esistenti privati.


Le Linee Guida e l’attestazione di efficacia degli interventi

Il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) n. 58 del 28 febbraio 2017, modificato dal DM dello stesso Ministero n. 65 del 7 marzo 2017, ha stabilito:

Le Linee Guida Per La Classificazione Del Rischio Sismico Delle Costruzioni (allegato A);

Le modalità per l’attestazione, da parte di professionisti abilitati, dell’efficacia degli interventi effettuati. In particolare:

Il progettista dell’intervento strutturale deve asseverare (secondo il modello contenuto nell’allegato B) la classe di rischio dell’edificio prima dei lavori e quella conseguibile dopo l’esecuzione dell’intervento progettato.

Il direttore dei lavori e il collaudatore statico, se nominato per legge, dopo l’ultimazione dei lavori e del collaudo, devono attestare la conformità degli interventi eseguiti al progetto depositato.

Il progetto degli interventi contenente l’asseverazione di cui sopra è allegato alla SCIA da presentare allo sportello unico competente.

Le nuove detrazioni fiscali per interventi antisismici

La legge di bilancio 2016 ha introdotto specifiche regole per la concessione di agevolazioni fiscali relative alla realizzazione di misure antisismiche che conseguano una riduzione del rischio sismico (Sismabonus).

L’agevolazione fiscale può essere usufruita per interventi realizzati su tutti gli immobili di tipo abitativo (non soltanto su quelli adibiti ad abitazione principale) e su quelli utilizzati per attività produttive.

Inoltre, si applica non solo agli edifici che si trovano nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) ma anche a quelli situati nelle zone a minor rischio (zona 3).

La detrazione può essere fruita da soggetti passivi Irpef e Ires, sempre che:

- Le spese siano rimaste a loro carico;

- Possiedano o detengano l’immobile in base a un titolo idoneo (diritto di proprietà o altro diritto reale, contratto di locazione, o altro diritto personale di godimento).

Per le spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 la detrazione va calcolata su un ammontare complessivo di 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno e deve essere ripartita in cinque quote annuali di pari importo, nell’anno in cui sono state sostenute le spese e in quelli successivi.

La detrazione spetta nella misura del:

- 70% della spesa sostenuta quando la realizzazione degli interventi produce una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio a una classe di rischio inferiore;

- 80% se dall’intervento deriva il passaggio a due classi di rischio inferiori o più.

Per tutti gli interventi che, pur riducendo il rischio, non consentono il passaggio alla classe di rischio inferiore, si può comunque ricorrere agli sgravi fiscali minimi già previsti dalle altre misure di agevolazione vigenti (50%).

Quando gli interventi sono realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali, le detrazioni dall’imposta sono ancora più elevate. In particolare, spettano nelle seguenti misure:

- 75%, nel caso di passaggio a una classe di rischio inferiore;

- 85%, quando si passa a due o più classi di rischio inferiori.

Dal 1º gennaio 2017, in luogo della detrazione, i beneficiari possono scegliere di cedere il credito spettante ai fornitori che hanno effettuato gli interventi o ad altri soggetti privati. Con la legge di bilancio 2017 si prevede di estendere la cessione del credito anche nei confronti di istituti di credito.

 

LA CLASSIFICAZIONE DEL RISCHIO SISMICO (metodo semplificato e metodo convenzionale)

 

 

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