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Feb
02

UNESCO

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Le Alpi del Mediterraneo e gli ecosistemi forestali della Sila: due candidature italiane a patrimonio Unesco

Il Consiglio Direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO presieduto da Franco Bernabè, nel corso della riunione dello scorso 24 gennaio, ha deciso di indicare come candidature italiane alla Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO per il 2019 gli “Ecosistemi forestali della Sila” e le “Alpi del Mediterraneo”, quest’ultima come candidatura transnazionale insieme a Francia e Principato di Monaco.

Il territorio degli “Ecosistemi forestali della Sila”, in cui si trova il gigantesco pino laricio di Calabria, è sede di straordinari processi ecologici che interessano gli ecosistemi delle foreste. La lunga e complessa storia geologica del Massiccio della Sila ha dato luogo a processi biologici ed ecologici collegati ad ambienti terrestri e acquatici di notevole importanza. In particolare, grazie al suo isolamento geografico l’area ha svolto la funzione di rifugio delle specie delle foreste europee durante le glaciazioni, dando loro la possibilità di espandersi in seguito al ritiro dei ghiacciai. La Sila risponde al IX dei criteri previsti dall’UNESCO per l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale, che riguarda la rappresentatività di significativi ininterrotti processi ecologici e biologici nell’evoluzione di ecosistemi terrestri e acquatici e di comunità di piante e animali, e al criterio X, che riguarda la presenza di importanti habitat naturali per la conservazione della diversità biologica.


Le “Alpi del Mediterraneo” si estendono su un territorio transnazionale che interessa l’Italia, la Francia e il Principato di Monaco. Si tratta di un sistema geologico di grande importanza per lo studio della geodinamica della Terra in quanto, in uno spazio di appena 70 km, collega il ghiacciaio più meridionale delle Alpi agli abissi più profondi del Mediterraneo occidentale. Le “Alpi del Mediterraneo” sono l’unico sito conosciuto in cui sono visibili le testimonianze di tre cicli geodinamici successivi, lungo un periodo di 400 milioni di anni. Il territorio del sito è particolarmente interessante dal punto di vista della biodiversità, grazie alle caratteristiche geomorfologiche e climatiche legate al passaggio rapido dall’ambiente alpino all’ambiente mediterraneo.


Le Alpi del Mediterraneo, area transnazionale che abbraccia Italia, Francia e Principato di Monaco, e gli Ecosistemi forestali della Sila, nei quali sono compresi tre aree di massimo pregio ambientale appartenenti all’omonimo parco, sono le due candidature a patrimonio mondiale per criteri naturali che il consiglio direttivo della Commissione nazionale italiana dell’Unesco ha approvato la scorsa settimana.

Per la prima volta sono state presentate contestualmente due candidature per criteri naturali – esempi unici al mondo di conservazione del capitale naturale - e con questo si mira ad accrescere la lista italiana del patrimonio mondiale. Una sfida importante per il nostro Paese, che potrebbe concludersi l’anno prossimo con l’agognato riconoscimento a Parigi.

Le Alpi del Mediterraneo sono state candidate per gli straordinari valori geologici, testimonianza unica di tre cicli geodinamici successivi che durano da 400 milioni di anni. Gli ecosistemi forestali della Sila sono stati proposti per l’importanza biogeografica dell’ecosistema forestale e del suo patrimonio genetico, per la ricchezza della biodiversità e delle sue specie.

Inoltre, il consiglio direttivo, presieduto da Franco Bernabè, ha confermato all’unanimità come candidatura alla lista rappresentativa del patrimonio immateriale per il 2019 la “Perdonanza Celestiniana” e ha iscritto alla lista propositiva italiana del patrimonio mondiale il sito “Grotte e carsismo evaporitico dell’Emilia Romagna”.

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