
“Paesaggi di pietra”
9 agosto 2019 – Pereto (L’Aquila)
Convegno a cura di Sigea e ordine Geologi d’Abruzzo.
Nell’ambito della rassegna culturale “Paesaggi di pietra” il 9 agosto a Pereto (AQ) si svolgerà l’evento “Muretti in pietra a secco, capanne a falsa cupola, “calcare”, coperture litiche, geositi: l’uso delle risorse naturali lapidee nella montagna italiana”.
Il Convegno si propone di affrontare la problematica delle risorse naturali lapidee nell’Abruzzo e in genere nella montagna italiana. Queste saranno indagate secondo due prospettive :
- nel loro aspetto di risorse naturali aventi anche una valenza storica e paesaggistica e quindi anche turistica ed economica,
- sotto l’aspetto della loro tutela, conservazione, valorizzazione; infatti esse costituiscono caratteri peculiari delle tradizioni locali e del paesaggio tipico di queste regioni.
L’evento del 9 agosto si pone anche alla luce del recente riconoscimento dell’UNESCO per l’“Arte dei muretti a secco” quale patrimonio culturale immateriale dell’Umanità. (*).
Di seguito la Locandina con programma dettagliato
Valenza formativa: riconosciuti n. 3 crediti APC geologi
Iscrizioni sul sito dell’Ordine Geologi Abruzzo QUI
PAESAGGI DI PIETRA
Muretti in pietra a secco, capanne a falsa cupola, “calcare”, coperture litiche, geositi: l’uso delle risorse naturali lapidee nella montagna italiana – Pareto (AQ) – | 9 agosto 2019 | ore 16.00 – 19.00
sede ProLoco, Corso Umberto I
(*) Il Comitato per la salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, riunito dal 26 novembre al 1 dicembre 2018 a Port Louis, nelle isole Mauritius ha iscritto L’”Arte dei muretti a secco” nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO. L’iscrizione è comune a otto paesi europei – Cipro, Croazia, Francia, Grecia, Italia, Slovenia, Spagna e Svizzera.
L’UNESCO evidenzia che « l’arte dei muretti a secco » consiste nel costruire sistemando le pietre una sopra l’altra, senza usare altri materiali se non, in alcuni casi, la terra asciutta. Queste conoscenze pratiche vengono conservate e tramandate nelle comunità rurali, in cui hanno radici profonde, e tra i professionisti del settore edile. Le strutture con muri a secco vengono usate come rifugi, per l’agricoltura o l’allevamento di bestiame, e testimoniano i metodi usati, dalla preistoria ai nostri giorni, per organizzare la vita e gli spazi lavorativi ottimizzando le risorse locali umane e naturali. Queste costruzioni dimostrano l’armoniosa relazione tra gli uomini e la natura e allo stesso tempo rivestono un ruolo vitale per prevenire le frane, le inondazioni e le valanghe, ma anche per combattere l’erosione del suolo e la desertificazione.