Patrimonio culturale: nasce il nuovo Istituto centrale per la gestione dei rischi del MIC.

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Il MIC istituisce l’Istituto Centrale per la Gestione dei Rischi (ICRI)

Con un recente provvedimento del Ministro della Cultura, è stato istituito l’Istituto Centrale per la gestione dei rischi del patrimonio culturale (ICRI).
Il nuovo presidio, con sede centrale a Roma, è dotato di autonomia speciale ed è parte integrante del Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale.

La creazione di questo organismo è nato dall’esigenza di rafforzare in modo strutturale la capacità di prevenire, monitorare e affrontare i rischi che minacciano il patrimonio culturale nazionale, alla luce dell’impatto dei cambiamenti climatici, degli eventi calamitosi e dell’esperienza maturata nella gestione delle emergenze sismiche degli ultimi anni.

L’obiettivo dell’ICRI è assicurare continuità, coordinamento e visione di lungo periodo alle attività di ricerca, monitoraggio, valutazione e gestione dei rischi che insistono sui beni culturali, attività finora svolte dall’Ufficio del Soprintendente speciale per le aree colpite dal sisma del 24 agosto 2016. In tal modo si vuole superare la dimensione emergenziale e integrare queste funzioni in un assetto ordinario e strutturato.

Le funzioni di questo nuovo presidio saranno rivolte principalmente :

  • al coordinamento dei piani di monitoraggio ordinari e straordinari,
  • alla standardizzazione della documentazione per l’aggiornamento della Carta del rischio del patrimonio culturale (*),
  • allo sviluppo di sistemi informativi e banche dati a supporto delle politiche di tutela.

Tra le attività dell’Istituto figurano anche la progettazione di sistemi informativi, la promozione dell’innovazione tecnologica applicata al patrimonio culturale e la cooperazione con Università, centri di ricerca, anche a livello internazionale.

 

(fonte: MIC)

 

(*)La Carta del Rischio del Patrimonio culturale è sistema informativo territoriale progettato dall’Istituto Centrale per il Restauro.  L’applicazione permette una particolare modalità di applicazione delle indagini scientifiche, del controllo microclimatico ambientale e delle prove non distruttive, per la conservazione programmata dei beni culturali. 
Questa metodologia di lavoro propone di sviluppare, attraverso interventi sistematici di conservazione e manutenzione dei beni, una strategia basata sulla prevenzione del danno (restauro preventivo). La mappa contiene informazioni su beni immobili, aree archeologiche, centri storici e siti UNESCO. Contiene anche mappe di pericolosità sismica (INGV), idrogeologica (frane, alluvioni) e ambientale (ISPRA), oltre a valutazioni sulla vulnerabilità strutturale e superficiale. L’accesso al Sistema Informativo è aperto al pubblico online in due modalità: profilo Utente e uno riservato al personale MiC.
Sul sito del Ministero, sono anche disponibili informazioni utili per la navigazione guidata della Mappa: QUI

 

 

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