Dissesto idrogeologico: il Rapporto Ispra 2024.

rapporto dissesto idrogeologico 2024

Dissesto idrogeologico.
Pubblicato il 4° rapporto Ispra 2024 su frane, alluvioni ed erosione costiera.

Ispra ha pubblicato il quarto Rapporto “Dissesto idrogeologico in Italia: pericolosità e indicatori di rischio”.
Il documento fornisce il quadro di riferimento aggiornato al 2024 sulla pericolosità per frane e alluvioni, sull’erosione costiera e sugli indicatori di rischio relativi a popolazione, famiglie, edifici, imprese e beni culturali.
Il Rapporto presenta le attività in corso che porteranno all’aggiornamento delle mappe di pericolosità idraulica e del rischio ai sensi della Direttiva Alluvioni, previsto per il 2026. Fornisce inoltre il quadro di riferimento sullo stato e sulle variazioni delle coste italiane e sulle valanghe.

L’importanza dei dati Ispra.
I dati riportati nel Rapporto Ispra sono fondamentali per supportare le politiche di mitigazione del rischio, per individuare le priorità di intervento, per la ripartizione dei fondi, e per la programmazione degli interventi di difesa del suolo.

Una breve sintesi del Rapporto.
L’Italia è un Paese in cui le caratteristiche morfologiche, geologiche, idrologiche, meteo-climatiche e sismiche determinano una vulnerabilità strutturale del territorio ai fenomeni naturali, aggravata dai cambiamenti climatici e dalle pressioni antropiche. Inoltre le superfici artificiali sono aumentale dal 2,7% negli anni ‘50 al 7,16% del 2023.

Le anomalie termiche.
Il triennio 2022-2024 è stato caratterizzato da elevate anomalie termiche, con il 2024 l’anno più caldo in Italia, seguito dal 2022. Si sono verificati anche diversi eventi idro-meteorologici di eccezionale intensità. In particolare nel 2023, anno in cui le piogge totali osservate a maggio sono state a livello nazionale più del doppio di quelle che mediamente caratterizzano lo stesso mese e in alcune aree anche superiori di oltre 6 volte alle medie del periodo.
Tali eventi hanno causato vittime e danni ai centri abitati, alle infrastrutture e alle attività economiche. I cambiamenti climatici in atto, in particolare l’intensificazione delle piogge intense e concentrate, con conseguente aumento delle frane superficiali, delle colate rapide di fango e detrito, delle alluvioni, incluse le flash flood (piene rapide e improvvise), stanno amplificando il rischio, con impatti anche su territori in passato meno esposti.

Complessivamente il 94,5% dei comuni italiani (7.463) è a rischio per frane, alluvioni, valanghe e/o erosione costiera. Per quanto riguarda gli abitanti a rischio frane, in base al grado di pericolosità, sono così distribuiti:
– 1,28 milioni gli abitanti a rischio frane nelle aree a pericolosità elevata e molto elevata P3 – P4;
– 6,8 milioni gli abitanti a rischio alluvioni nello scenario a pericolosità idraulica media.
Le regioni con i valori più elevati di popolazione a rischio per frane e alluvioni sono Emilia-Romagna, Toscana, Veneto, Campania, Lombardia, e Liguria.

Le frane.
Sul fronte delle frane, l’Italia si conferma tra i Paesi europei più esposti, con oltre 636.000 frane censite (Inventario IFFI). Il 28% delle frane sono fenomeni estremamente rapidi con elevata distruttività e spesso con gravi conseguenze in termini di perdita di vite umane. Gli eventi più rilevanti del triennio 2022-2024 includono i fenomeni franosi occorsi nell’isola di Ischia nel novembre 2022, in Emilia Romagna con oltre 80.000 frane nel maggio 2023 e a San Felice a Cancello in provincia di Caserta nel 2024.
La nuova Mosaicatura nazionale delle aree a pericolosità da frana, rileva che circa 69.500 km², ovvero il 23% del territorio nazionale, ricade in aree a pericolosità da frana e di attenzione, con un incremento del 15% rispetto alla Mosaicatura 2020/21. Tale incremento tuttavia è legato a un miglioramento del quadro conoscitivo realizzato dalle Autorità di Bacino Distrettuali e dalle Province autonome con studi di maggior dettaglio e mappatura di nuovi fenomeni franosi.

Alluvioni.
il Rapporto descrive le attività in corso nell’attuale terzo ciclo di gestione (2022-2027) della Direttiva Alluvioni 2007/60/CE, che coinvolgono le Autorità di Bacino Distrettuale, il Dipartimento della Protezione Civile e la stessa ISPRA. Queste attività porteranno  porteranno all’aggiornamento nel 2026 delle mappe di pericolosità idraulica e del rischio.

Ancora, il Rapporto tratta dell’erosione costiera, che  continua a rappresentare una minaccia concreta per numerosi tratti di litorale.
Infine le valanghe, che sono state oggetto di un’analisi sistematica mediante i catasti, le carte di localizzazione probabile, le mappe di pericolosità e i modelli predittivi.

Il quadro complessivo sul dissesto idrogeologico in Italia evidenzia la necessità di un aggiornamento continuo degli strumenti conoscitivi e di pianificazione, del monitoraggio e presidio del territorio e di interventi di mitigazione del rischio.

Di seguito il Rapporto completo.

 

Dissesto idrogeologico in Italia: pericolosità e indicatori di rischio – Edizione 2024.

 

Dati e mappe sono disponibili sulla piattaforma nazionale IdroGEO (idrogeo.isprambiente.it), un’APP multilingua, open data, accessibile da smartphone, tablet e desktop.
Ispra mette inoltre a disposizione un ulteriore strumento conoscitivo, ReNDiS, il Repertorio Nazionale degli interventi per la Difesa del Suolo. Il Repertorio acquisisce, gestisce e rende disponibili alla consultazione le informazioni relative agli interventi finanziati per la mitigazione del rischio idrogeologico in Italia.

(fonte: ISPRA)

Correlato, per un raffronto con il Rapporto n.3.

Dissesto idrogeologico: il Rapporto Ispra 2021.