Consumo di suolo – il Rapporto ISPRA 2026.

consumo di suolo rapporto 2026

CONSUMO DEL SUOLO IN ITALIA – Rapporto 2026.
Il 2024 un anno da record: con 78 km2 di consumo di suolo netto,  registra il valore più alto dell’ultimo decennio.

ISPRA ha presentato il consueto Rapporto annuale “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici”.
Il volume, insieme alla cartografia satellitare di tutto il territorio e alle banche dati disponibili per ogni comune italiano, fornisce il quadro aggiornato dei processi di trasformazione della copertura del suolo a livello nazionale, comunale e provinciale.

L’edizione 2026 del Rapporto “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici” fornisce il quadro aggiornato dei processi di trasformazione del nostro territorio, che continuano a causare la perdita di  suolo, con le sue funzioni e i relativi servizi ecosistemici.
Il Rapporto fornisce anche dati utili per le attività di monitoraggio degli ecosistemi urbani previste dal regolamento europeo sul ripristino della natura e dalla nuova direttiva europea (*) su monitoraggio e resilienza del suolo, recentemente approvata.

La direttiva introduce, infatti, un rinnovato sistema di monitoraggio europeo che prende spunto da quello italiano e promuove la mitigazione del consumo di suolo, con particolare attenzione all’impermeabilizzazione (consumo permanente) e alla rimozione del suolo (consumo reversibile).

Come abbiamo detto, i dati dell’ultimo anno (2025) mostrano una crescita significativa del consumo di suolo: 102,4 km² di territorio trasformato in aree artificiali, il 22,4% in più del 2024. Il ritmo raggiunge i 3,2 m² al secondo, oltre 280.000 m² al giorno.

La crescita delle superfici artificiali è solo in piccola parte compensata dal ripristino di aree naturali, infatti il consumo netto arriva così a 95 km², il valore più alto mai registrato dal 2012.

Le regioni con maggiore copertura artificiale sono  Lombardia, Veneto e Campania , mentre le maggiori perdite di suolo nel 2025 si registrano in  Lombardia, Puglia, Sicilia, Lazio, Piemonte, Campania e Veneto.  La Valle d’Aosta si conferma la regione con il consumo inferiore.

Cause del consumo di suolo.
Il consumo di suolo deriva da molteplici fattori, tra cui quelli più rilevanti:

  • aree destinate a nuovi cantieri, che rappresentano la componente prevalente (il 56%) del consumo di suolo annuale. Si tratta di aree generalmente in transizione che saranno in gran parte convertite, negli anni successivi, in aree a copertura artificiale permanente (come edifici e infrastrutture) e, in misura minore, saranno ripristinate.
  • crescita degli edifici;
  • aree estrattive;
  • infrastrutture;
  • altre coperture artificiali come piazzali, cortili, campi sportivi o discariche.
  • aree destinate alla logistica.

Negli ultimi anni, al progressivo consumo di suolo dovuto si è affiancata una nuova dinamica territoriale causata dall’espansione dei data center, alimentata dalla crescente esigenza di infrastrutture digitali e servizi cloud.

La superficie artificiale aumenta anche nelle aree a pericolosità idraulica media e nelle zone a pericolosità da frana.

Di seguito la Sintesi del Rapporto ISPRA-SNPA 2026.

consumo di suolo rapporto 2026

Sintesi “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici. Ed. 2026”.

 

Ad accompagnare il Rapporto c’è, come ogni anno, l’EcoAtlante di ISPRA: mappe interattive e scaricabili che consentono di osservare le trasformazioni del territorio.

Il Rapporto completo e le schede dettagliate delle regioni, province e comuni, sono disponibili on line all’indirizzo www.isprambiente.gov.it

 

(*) Correlato:

Ambiente: approvata la Direttiva europea sul monitoraggio e resilienza del suolo.