Ex Officine meccaniche Reggio Emilia

Ex Officine Meccaniche di Reggio Emilia

Progetto Parco innovazione

Comune di Reggio Emilia – STU Reggiane spa

Il Progetto Parco Innovazione alle ex Officine Meccaniche di Reggio Emilia, come esempio di rigenerazione e uso innovativo degli ex opifici nei centri urbani.

Inserito ufficialmente tra gli esempi virtuosi ad URBANPROMO 2015, il progetto del Parco Innovazione “muoverà” un investimento complessivo pubblico – privato pari a 35 milioni di euro.

I lavori inizieranno tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016 e si concluderanno per la fine del 2017. I nuovi interventi sono finalizzati alla realizzazione del Parco dell’innovazione negli spazi delle ex Officine e al miglioramento della qualità urbana e degli spazi pubblici nel quartiere di Santa Croce.

Il Parco sarà una piattaforma logistica, tecnologica e di servizi in grado di potenziare la collaborazione tra imprese e ricerca industriale, offrendo alle imprese che scelgono di insediarsi spazi e servizi per le proprie attività.

Gli spazi saranno personalizzati, ad alta sostenibilità e dotati di tecnologie smart.

 

Progetto Parco Innovazione – Interno capannone  Progetto Parco Innovazione – Plastico d’insieme

Progetto Parco Innovazione – Porta di accesso        Progetto Parco Innovazione – Boulevard d’ingresso

Un pò di storia: Le “Reggiane”

Le Officine Meccaniche Reggiane, sorte nel 1904 su un’area del Quartiere Santa Croce, rappresentano una delle più forti identità di Reggio Emilia, sul piano storico, sociale e urbano. L’estensione dell’ambito e la posizione strategica che occupano, assieme alla massiccia e versatile capacità produttiva che ne contraddistinsero la storia, le connotarono fin da subito quale rilevante punto di riferimento per l’intero ambito provinciale.

Inizialmente incentrata sul materiale rotabile ferroviario, grazie al quale le Officine conquistarono un credito anche internazionale, la produzione si estese poi ad altri tipi di impiantistica (forni, pastifici, ecc). A seguito della riconversione ad uso bellico operata nella Grande Guerra (produzione di cannoni e ogive per proiettili con 5000 operai impiegati), alla metà degli anni Trenta le Reggiane – controllate dallo Stato attraverso l’IRI – crearono un vasto reparto “Avio”, che produceva numerosi velivoli da guerra tra i quali il Re 2001. Proprio in ragione di questa attività, le Officine furono sottoposte – nel gennaio 1944 – ad un bombardamento da parte degli Alleati, che provocò numerose vittime civili. L’epoca della produzione bellica coincise con il momento di massima espansione delle Reggiane, che arrivarono ad impiegare oltre 11.000 maestranze, locali ed immigrate, queste ultime residenti in gran parte nelle case operaie de “il Cairo”. Il deterioramento dei rapporti tra proprietà e maestranze e la lotta sociale che ne scaturì contraddistinsero la storia delle Reggiane nel Dopoguerra e, in particolare, tra il ’49 e il ’51 quando – per 368 giorni – gli operai occuparono gli stabilimenti. Ciò non riuscì però ad evitare il licenziamento di massa che decretò sostanzialmente la fine degli anni d’oro delle Officine che, dagli anni Cinquanta in poi, continuarono a produrre materiali ferroviari ed impiantistica, prima sotto il controllo di EFIM e poi con il gruppo ‘Fantuzzi’, fra i leader mondiali della movimentazione portuale. L’attività è completamente cessata in anni recenti.

L’Archivio storico delle Officine Reggiane è conservato presso il Polo Archivistico di Via Dante.

Anno 1908 – (fonte: INU)

(fonte: Comune Reggio Emilia)