PIDA 2018 – I premi, le proposte per la ricostruzione, il ruolo dell’architettura.

Premio Internazionale Ischia di Architettura 2018.

La conclusione del prestigioso premio, con proposte per la ricostruzione e il contributo dell’arch. Kitagawara. 

Dal 10 al 15 settembre 2018, si sono svolti i lavori del Premio Internazionale Ischia di Architettura, promosso dalla omonima Associazione PIDA.

Questa ottava edizione della manifestazione ischitana è stata fortemente connotata al ruolo dell’architettura nella rinascita delle aree sconvolte dai sismi.
Sotto il quattrocentesco edificio della Torre che guarda il Castello, è stata inaugurata la mostra dei progetti vincitori del concorso PIDA 2018, che saranno esposti dal 24 settembre nel Salone delle Antiche Terme Comunali a Porto d’Ischia.
La manifestazione è stata particolarmente densa di situazioni, incontri e iniziative, che ha focalizzato l’attenzione sulle questioni nodali della sicurezza di edifici e persone,  dell’identità di luoghi e comunità.
Temi che toccano tutti, non solo nelle aree sconvolte da disastri naturali. Come ha sottolineato il fondatore e presidente dell’Associazione PIDA, Giovannangelo De Angelis, nel suo saluto introduttivo, in cui ha ricordato che l’esigenza di consolidare il patrimonio edilizio esistente riguarda l’intera isola ed è d’altronde un tema di riflessione nazionale.

Istituito quest’anno, il Premio PIDA Sisma è andato allo studio MC Architects di Mario Cucinella, per i numerosi interventi realizzati nelle aree colpite dal sisma dell’Emilia nel 2012, e che testimoniano “La ricostruzione possibile, con il valore aggiunto della qualità del nuovo”.
I progetti dello studio MC Architects, che hanno portato alla realizzazione di 5 strutture sul territorio emiliano, sono scaturiti da un workshop avviato in zona, “Costruire per ricostruire”, a cui hanno partecipato 6 giovani ingegneri e architetti.
Per decidere come e dove intervenire si è scelta la strada della progettazione partecipata, coinvolgendo i cittadini, registrando esigenze e aspettative delle comunità.
Le 5 opere in questione sono:
– Centro Polifunzionale di Arte e Cultura di Bondeno, in legno e vetro;
– Centro di aggregazione giovanile di Quistello in cemento armato e vetro;
– Casa della Musica di Pieve di Cento ispirata alla cassa armonica di uno strumento musicale,
– Scuola di Danza a Reggiolo, in legno di abete e dalla forma che ricorda un cesto intrecciato:
– Centro socio-sanitario di San Felice sul Panaro (in via di ultimazione), che si ispira alla forma tradizionale della casa, realizzato in Xlam;
Scuola per l’Infanzia di Guastalla, che è stata giudicata la scuola più bella del mondo, destinata a bimbi di 0-3 anni, che all’interno riproduce il ventre della balena di Pinocchio e con le sue forme sinuose ricorda il ventre materno, tutto in legno e vetro, con un ampio spazio educativo verde all’esterno coltivato con piante aromatiche.
Piccole opere di grande impatto sociale e psicologico sulle popolazioni provate dal sisma, dimostrazione che si può ricostruire “dov’era, ma non com’era”. Cioè meglio..

Il Workshop di progettazione.
L’arch. Atsushi Kitagawara – Premio PIDA Internazionale 2018 –  ha coordinato il workshop di progettazione che si è svolto presso la Tenuta del Piromallo a Forio d’Ischia, dal 10 al 15 settembre: cinque giorni per conoscere l’area terremotata, approfondirne le caratteristiche in relazione con il contesto isolano e immaginare una ricostruzione possibile lì dove oggi sono ancora macerie.
Hanno partecipato 32 studenti delle Università di Roma Tor Vergata, Palermo e Napoli “Federico II”, suddivisi in tre gruppi di lavoro. Ciascun gruppo ha avuto modo di illustrare le idee e le soluzioni progettuali immaginate per ricostruire nella zona del Maio in sicurezza, nel rispetto dell’identità del luogo e della comunità che lo popolava, perlopiù con materiali naturali, con tecnologie di risparmio energetico e con il concorso significativo della natura, parte integrante di ciascun progetto.

 

La lectio magistralis del professor Kitagawara.

Atsushi Kitagawara

L’architetto giapponese Atsushi Katagawara, ha tenuto una lectio magistralis tra le scenografiche rovine dell’antica cattedrale sul Castello Aragonese di Ischia.

Ha introdotto i lavori in italiano, per proseguire nella sua lingua madre la parte di esposizione riguardante il suo lavoro, con interessanti riferimenti e rinvii alla cultura giapponese del costruire, con le sue particolarità storiche e legate alle caratteristiche ambientali del Paese. Dove la frequenza di eventi sismici anche molto distruttivi ha imposto grande attenzione al tema della resistenza degli edifici e della sicurezza. L’archistar ha illustrato con dovizia di informazioni anche tecniche le soluzioni adottate nella progettazione e poi nella realizzazione del padiglione del Giappone all’Expo di Milano, vincitore della medaglia d’oro tra tutti i padiglioni dell’esposizione.

kitagawara

Una struttura senza presenza di metalli, interamente in legno, con incastri calcolati fino al millimetro anche per resistere ad un terremoto di magnitudine 7, come tutti gli edifici firmati da Kitagawara. 200 metri di padiglione di grande resistenza, funzionalità e anche cura dell’estetica, come le altre opere realizzate in Giappone, ma anche all’estero.
Una parte della pluripremiata struttura in legno del padiglione del Giappone all’Expo di Milano del 2015 , arriverà presto a Ischia e sarà installata nel Comune di Casamicciola a cui è stata donata, come simbolo di ricostruzione.

Vari esempi di costruzioni in legno, perfino con inserimenti di vetro, frutto di un grande studio dei materiali, che hanno dimostrato di resistere a sismi disastrosi. Come il “Big Palette”, a Kukushima, l’unico edificio rimasto in piedi dopo il terremoto, tsunami e disastro nucleare di Fukushima.
Una ricerca che prosegue, quella di Kitagawara per la sicurezza degli edifici, sperimentando nuovi materiali ma anche un rapporto più rispettoso e consapevole con l’ambiente naturale, tema molto presente nella sua esposizione. E poi i nuovi progetti, dal grattacielo di 40 piani in corso di realizzazione a Tokyo a dialogo avviato con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Napoli per le nuove tecnologie antisismiche.

 

La ricostruzione
Nell’ambito dell’edizione 2018 del Premio Internazionale di Architettura, che quest’anno ha identificato come filo conduttore della manifestazione il tema della ricostruzione delle aree dell’isola colpite dal terremoto dell’agosto 2017, è stata promossa una tavola rotonda su “La ricostruzione del Maio”.
Occasione di confronto tra istituzioni e comunità, dalla tavola rotonda è emersa la necessità e l’auspicio che al centro della progettazione (per la ricostruzione), dovrà esserci la qualità, perciò va rivendicato il ruolo fondamentale della cultura architettonica.

Ed è proprio sul ruolo dell’architettura che si fonda il Manifesto di PIDA, promosso dalla omonima Associazione e presieduta dall’arch. Giovannangelo de Angelis, sul motto:

L’Italia ha bisogno di Architettura !
Il Mondo ha bisogno di Architettura !

(www.pida.it)