
Recuperata la memoria del Grand Combin tramite carotaggio profondo dal ghiacciaio Corbassière.
Una di queste sarà destinata all’archivio Ice Memory in Antartide e conservata per le future generazioni di scienziati.
Tempo fa avevamo parlato della missione italiana di Cnr e Ca’ Foscari – Ice Memory– per preservare la ‘memoria’ dei ghiacciai italiani alpini e appenninici, i ghiacci europei più minacciati dai cambiamenti climatici.
Oggi, a distanza di quasi 5 anni, la missione di recuperare campioni di ghiaccio profondo finalizzato a questi studi, è finalmente riuscita.
Un team di ricerca coordinato dall’Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isp) e dall’Università Ca’ Foscari Venezia è riuscito nell’impresa di estrarre carote di ghiaccio profonde dal ghiacciaio Corbassière, sul massiccio del Grand Combin, al confine tra Italia e Svizzera.
Il substrato roccioso è stato raggiunto due volte, a 99,5 e 98,9 metri, decretando il successo della spedizione.
Per 15 giorni, scienziate, scienziati e personale di supporto hanno lavorato senza sosta a 4100 metri di quota,
superando difficoltà tecniche che hanno rischiato di compromettere la missione e condizioni meteorologiche proibitive, con venti fino a 100 chilometri orari, frequenti nevicate e temperature percepite fino a -35°C.

La temperatura di -8°C misurata alla base del ghiacciaio conferma che il ghiaccio prelevato ha le caratteristiche ideali per raccontare la storia climatica e ambientale della regione. Una carota di ghiaccio sarà analizzata nei laboratori di Venezia. L’altro campione sarà invece conservato. La missione, infatti, è stata patrocinata dalla
Ice Memory Foundation, che si propone di salvare carote di ghiaccio da venti ghiacciai di alta quota minacciati dal cambiamento climatico, per conservarle in Antartide a beneficio delle future generazioni di scienziate e scienziati.
È stata inoltre la prima missione realizzata nell’ambito dell’iniziativa educativa e scientifica “Follow the Ice – La memoria dei ghiacci” della Fondazione Università Ca’ Foscari Venezia. L’iniziativa è realizzata con il supporto di SEA BEYOND, progetto del Gruppo Prada condotto in partnership con la Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO (UNESCO-COI) dal 2019 con l’obiettivo di creare consapevolezza sulla preservazione dell’oceano e la sua sostenibilità.
Quella che è stata recentemente portata a termine il 29 maggio, è una delle missioni più complesse degli ultimi anni soprattutto per le condizioni proibitive, ma dal grande valore scientifico e culturale.
Il massiccio del Gran Combin è un sito difficile, in cui le condizioni del ghiacciaio peggiorano a causa dal cambiamento climatico in modo sempre più evidente. Negli strati superficiali e fino a una trentina di metri di profondità, il ghiacciaio è come una spugna imbevuta d’acqua a causa della fusione estiva. (Jacopo Gabrieli, coordinatore della missione e ricercatore del Cnr-Isp).
La missione ha visto la collaborazione di scienziati, ricercatori, studiosi, locale Protezione civile e le comunità locali.
Le tappe del carotaggio.
Nel 2020, un primo tentativo di carotaggio sul Grand Combin fu interrotto a causa della presenza imprevista di acqua, dell’instabilità stratigrafica e di problemi tecnici. L’analisi di quei campioni dimostrò (con una pubblicazione su Nature Geoscience), che gli strati superiori del ghiacciaio avevano già perso importanti segnali chimici climatici a causa del riscaldamento globale e della percolazione dell’acqua di fusione. Una conferma drammatica che questi archivi naturali stanno scomparendo più rapidamente del previsto.

Il team ha quindi organizzato questa nuova spedizione con l’ambizione di portare in salvo la memoria del Grand Combin, utilizzando anche un nuovo carotiere elettrotermico. Il primo carotaggio iniziato il 20 maggio si è fermato a 55 metri di profondità. Cambiata strumentazione e punto di perforazione, il lavoro è proseguito con turni di lavoro fino a tarda sera, che hanno permesso di raggiungere la roccia sottostante il ghiacciaio a 99,5 metri di profondità lunedì 26 maggio alle 21.45. Le operazioni sono quindi proseguite per una terza perforazione, che ha raggiunto l’obiettivo a 98,9 metri di profondità giovedì 29 maggio. Durante tutta la missione sono state condotte misurazioni meteo-climatiche per lo studio degli scambi di energia.
L’impegno per le scuole di tutto il mondo.
Oltre a rappresentare una corsa contro il tempo per salvare dati scientifici insostituibili, questa spedizione abbraccia anche una dimensione educativa e culturale di ampio respiro. Il progetto “Follow the Ice” coinvolgerà infatti scuole secondarie di tutto il mondo che parteciperanno al quarto ciclo del modulo educativo SEA BEYOND, in partenza il prossimo settembre. Dal lavoro congiunto di UNESCO-COI e Fondazione Università Ca’ Foscari verranno infatti sviluppate risorse didattiche incentrate sulla scienza dei ghiacciai e sul cambiamento climatico, che saranno condivisi anche sul sito dedicato Ocean Literacy.
(fonte: CNR)
Maggiori informazioni su SEA BEYOND sul sito dedicato
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